Agenti speciali, mooolto speciali

Problema: un’importante società di comunicazione e incentive ci ha chiesto di progettare – per una società farmaceutica sua cliente – una tre giorni di teambuilding a Verona.
Il tema, già proposto e immodificabile, doveva essere AGENTI SPECIALI.

I tempi erano stretti, molto segmentati e coinvolgevano praticamente solo i “buchi” del timing della convention, e cioè fasce preserali, pranzo e cena, con eventuali fasce notturne.

La soluzione che abbiamo offerto è stata una alternanza di prove indoor e outdoor, adattati ai ritmi della convention, che tra l’altro non erano nemmeno uguali per tutti i partecipanti (mentre infatti alcuni erano in training altri erano liberi, e viceversa).

Le prove indoor sono state differenziate in pratica di tiro (piccolo poligono interno all’albergo con armi diverse – dalle cerbottane alle pistole a pallini, alle fionde), ricerca in internet (con la preparazione di un cruciverba studiato ad hoc per stimolare la navigazione internet) e una caccia a immagini e oggetti –indizio, da svolgere in un sotterraneo oscurato (e affumicato stile X-files) dell’albergo grazie all’uso di microtorce alogene che abbiamo consegnato all’arrivo a tutti i partecipanti.

La fase outdoor ha visto una caccia alle scritte incise nelle pietre veronesi con l’aiuto di griglie crittografate e di guide (turistiche e molto efficienti) umane.

In parallelo e in diversi momenti della giornata venivano inviati messaggi ai telefonini dei partecipanti, con l’invito a risolvere un ulteriore enigma.

Come in un grande incastro da scatole cinesi, la soluzione o il corretto svolgimento delle diverse prove dava mano a mano spunti per risolvere il Grande Problema Finale (e universale: se non lo si risolveva non vinceva nessuno).

Ovviamente ogni prova ha dato anche dei canonici punti che, formando una classifica generale per team di lavoro, hanno permesso alla fine anche di premiare la squadra più efficace.

L'USO DEL GIOCO E DELLA METAFORA NELLA FORMAZIONE, NEGLI EVENTI E IN ALTRE STORIE