La metafora

Perché usiamo la metafora per la formazione?

Nella nostra esperienza di formazione abbiamo appurato due fondamentali concetti:

  • L’insegnamento è più efficace se si riesce a sperimentare subito e immediatamente l’effetto delle “regole” esposte
  • L’insegnamento è più efficace se lo si àncora a ricordi positivi e divertentiMa sperimentare in corpore vivi , cioè in ambiente lavorativo, può essere difficile (nel nostro lavoro siamo esperti, permalosi, protettivi nei confronti dei colleghi) o pericoloso (se sbaglio qualcosa vuol dire che non sono adatto al mio lavoro… Qualcuno mi giudica?).

Ecco perché la sperimentazione che proponiamo è in chiave metaforica, cioè in un mondo parallelo a quello del lavoro, scelto e costruito proprio per rappresentare e simulare le situazioni su cui si deve operare ma senza i vincoli e le paure che una simulazione troppo ravvicinata al vissuto quotidiano fanno nascere.

Una palestra in cui si può rischiare sapendo che c’è la sicurezza del filo metaforico che ci regge anche in caso di caduta, in cui il pregresso non conta perché si parla di “altro” dal mio curriculum professionale. E in cui molte delle remore gerarchiche possono esser superate perché tanto si parla di Apaches e non di fatturazione, e in campo pellerossa non è detto che debba ascoltare supinamente i pareri del mio capufficio.

Naturalmente la scelta e la costruzione del tema in realtà nascondono situazioni, problemi e soluzioni che sono esattamente quelle del mondo reale quotidiano, e la sperimentazione nel tema presuppone e necessita poi una traduzione precisa dei vari momenti e passaggi dalla fiaba alla realtà più concreta. Traduzione che il più delle volte viene fatta automaticamente dai partecipanti all’ “uscita” della metafora.

Inoltre la metafora permette, nel ricordo dell’apprendimento, di creare delle àncore mnemoniche molto più forti di quelle legate alla esposizione pura della teoria: se in un meeting devo ricordare di tenere un certo atteggiamento che è risultato particolarmente efficace durante l’esercizio in metafora (soprattutto quando si parla di lavori sperimentati in gruppo), è molto più facile e stimolante verso comportamenti virtuosi ricordare ad esempio la parola “totem”, legata ad un esercizio sull’ascolto svolto nella tenda dello sciamano, che non una slide che esponeva i cinque casi di rapporto canonico in una riunione aziendale.

E questa àncora mi stimola automaticamente al comportamento, attraverso magari anche il sorriso.

Per finire, agire in metafora significa avere una spazio maggiore per il coraggio della sperimentazione: si rischia di meno, si può provare di più.

E così : se è vero il detto che andando sempre per la stessa strada si arriva sempre allo stesso punto, muovendosi lungo la strada parallela della metafora si può scoprire con meno fatica che a quello stesso punto si può arrivare anche per altri bivi, per vie più piacevoli o brevi, o addirittura che esistono altre mete che si possono raggiungere.

Le metafore più efficaci di solito hanno tutte un carattere epico, eroico, o fantastico, noto e diffuso nella conoscenza generale (agenti segreti, pellerossa, vikinghi, supereroi) facilitando l’ingresso all’esercitazione e gratificando chi vi si sperimenta: dopo tutto il “facciamo che io ero” (uno degli elementi liberatori più tipici dei giochi infantili) è lì che aspetta dietro l’angolo di ogni ingegnere o ragioniere, qualunque sia la sua età.

L'USO DEL GIOCO E DELLA METAFORA NELLA FORMAZIONE, NEGLI EVENTI E IN ALTRE STORIE